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venerdì 25 dicembre 2015

Sereno e misericordioso Natale








Città del
Vaticano Papa Francesco: "In una società ebbra di consumo e piaceri Gesù ci chiama a un comportamento sobrio" Messa Natale. "No a indifferenza, vivere con pietà e misericordia". - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Papa-Francesco-nella-Basilica-di-San-Pietro-per-la-messa-della-notte-di-Natale-a8a42d37-9a08-4c10-9664-83bedc5f12ce.html
( Dal quotidiano Mondo  )


domenica 13 dicembre 2015

Papa Francesco aperta la 2^ Porta Santa di San Paolo , a Roma, in San Giovanni in Laterano


Non era mai accaduto prima nella Storia  del Mondo e della Chiesa , ed in nessun altro luogo
che un Papa aprisse tutte le Porte Sante della Città. per poter accogliere,  il desiderio di Spiritualità di ognuno che nel Mondo e non solo di Italia o Roma, ma in tutto il Mondo, si habbia bisogno di percorrere  questo Santissimo ed speciale, percorso, desiderato, voluto e  in realizzazione di "Francesco". questo Papa così imprevedibilmente  Umano e Spirituale, così coraggioso ed accorto su ogni minima necessità  interiore umana ma anche concreto nel voler realizzare  Chiesa, e sistemi migliori per i poveri e tutte le persone che dimostrano  anche nella ricchezza  sincera Spiritualità, e dedizione a chi ha bisogno di aiuto tra i più bisognosi. Concretezza !


Anniversario di Sacerdozio di Papa Francesco dal 1969


martedì 8 dicembre 2015

PAPA FRANCESCO APRE LA PORTA SANTA DI SANPIETRO


 
Papa Francesco ha aperto la Porta Santa della basilica di San Pietro. Finita la messa sul sagrato, ha indossato un mantello bianco e ascoltato il diacono leggere le parole di introduzione al rito. Quindi è entrato nell'atrio e, dopo aver recitato una preghiera, ha salito i gradini e ha aperto la porta, sostando in silenzio sulla soglia.
"Anteporre la misericordia al giudizio, e in ogni caso il giudizio di Dio sarà sempre nella luce della sua misericordia. Attraversare la Porta Santa, dunque, ci faccia sentire partecipi di questo mistero di amore, di tenerezza". E' il messaggio di Papa Francesco alla messa che sta celebrando a Piazza San Pietro per aprire le celebrazioni dell'Anno Santo del Giubileo. Il Papa ha invitato ad abbandonare ogni "paura e timore" e vivere la "gioia". Il Papa ha anche mandato un tweet di auguri ai pellegrini.










giovedì 3 dicembre 2015

Oggi la prima cine de "Chiamatemi Francesco", un film sul Papa della gente


“Chiamatemi Francesco”, il primo film su Papa Bergoglio:
“Non volevamo farne un santino”
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È il film su cui punta il mercato: nelle sale il 3 dicembre, a pochi giorni dall’inizio del
Giubileo, racconta la storia di Jorge Mario Bergoglio, dagli studi di
chimica fino alla vocazione. Spiega il regista Daniele Luchetti:
“Il mio modello è stato The Queen di Stephen Frears, ho
cercato l’asciuttezza inglese”

domenica 15 novembre 2015

Strage di Parigi, il dolore del Papa "Bestemmia usare il nome di Dio"

"È una bestemmia utilizzare nome Dio"




per ricorrere alla via della violenza. Lo ha detto Papa Francesco al termine dell'Angelus domenicale in piazza San Pietro. "Cari fratelli e sorelle, - ha detto il Papa - desidero esprimere il mio dolore per gli attacchi terroristici che nella tarda serata di venerdì hanno insanguinato la Francia, causando numerose vittime. Al Presidente della Repubblica francese e a tutti i cittadini porgo l`espressione del mio fraterno cordoglio. Sono vicino in particolare ai familiari di quanti hanno perso la vita e ai feriti".
Rivolgendosi ai tanti fedeli che hanno voluto gremire la piazza tra rafforzate misure di sicurezza, il Pontefice ha poi aggiunto: "Tanta barbarie ci lascia sgomenti e ci si chiede come possa il cuore dell`uomo ideare e realizzare eventi così orribili, che hanno sconvolto non solo la Francia ma il mondo intero". "Dinanzi a tali atti non si può non condannare l`inqualificabile affronto alla dignità della persona umana", ha, quindi, proseguito papa Francesco che ha voluto "riaffermare con vigore che la strada della violenza e dell`odio non risolve i problemi dell`umanità!"  "Vi invito - ha poi concluso rivolgendosi ai fedeli - ad unirvi alla mia preghiera: affidiamo alla misericordia di Dio le inermi vittime di questa tragedia. La Vergine Maria, Madre di misericordia, susciti nei cuori di tutti pensieri di saggezza e propositi di pace. A Lei chiediamo di proteggere e vegliare sulla cara Nazione francese, sull`Europa e sul mondo intero".
Nel pomeriggio Papa Francesco ha incontrato i fedeli della chiesa luterana di Roma, in occasione del V centenario di Martin Lutero. Conversando con i fedeli, Bergoglio è tornato sulla strage di venerdì: "Anche a Parigi abbiamo visto cuori chiusi, e anche il nome di Dio viene usato per chiudere i cuori. Che fare? Parlare chiaro, pregare e servire". "L'uomo - ha sottolineato - dal primo momento, se leggiamo le
Scritture è un grande costruttore di muri, dalle prime pagine della Genesi vediamo questo". Secondo il Papa "c'è una fantasia dietro i muri umani: diventare come Dio. La Torre di Babele è proprio l'atteggiamento di dire: 'noi siamo i potenti, voi fuori'. C'è la superbia del potere nell'atteggiamento proposto nelle prime pagine della Genesi
sarete come Dio, per escludere si va in questa linea".         

sabato 7 novembre 2015

Papa Francesco -MONITO- DIRITTI A PENSIONI SUSSIDI E LAVORO senza dover aspettare tempi assurdi |

CITTA' VATICANO -

 Tutelare il diritto alla pensione, le sovvenzioni ai disoccupati, l'assistenza alla maternità. L'appello arriva dal Papa nell'udienza ai dipendenti e dirigenti dell'Inps.
«Vostro difficile compito - ha detto il Papa - è contribuire affinchè non manchino le sovvenzioni indispensabili per la sussistenza dei lavoratori disoccupati e delle loro famiglie. Non manchi tra le vostre priorità un'attenzione privilegiata per il lavoro femminile, nonchè quell'assistenza alla maternità che deve sempre tutelare la vita che nasce e chi la serve quotidianamente».
«Non manchi mai - ha detto ancora il Papa - l'assicurazione per la vecchiaia, la malattia, gli infortuni legati al lavoro. Non manchi il diritto alla pensione, e sottolineo: il diritto, perchè di questo si tratta. Siate consapevoli dell'altissima dignità di ciascun lavoratore, al cui servizio voi prestate la vostra opera. Sostenendone il reddito durante e dopo il periodo lavorativo, contribuite alla qualità del suo impegno come investimento per una vita a misura d'uomo», ha concluso Papa Francesco.

domenica 25 ottobre 2015

PAPA FRANCESCO-SINODO - AMMESSA COMUNIONE PER DIVORZIATI E RISPOSATI...

 
PAPA FRANCESCO  - SINODO  la comunione ai divorziati risposati passa per soli due voti. Francesco spacca la politica della Chiesa
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Approvata la relatio, tutti i punti sopra i 2/3. Ma sulle “famiglie ferite” il documento incassa solo 178 placet e 80 non placet, con la maggioranza fissata a 177. Nulla di fatto sulle coppie omosessuali
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IL SINODO dei vescovi apre alla comunione per i divorziati risposati per due voti, ma i gay debbono attendere. Papa Francesco incassa un risultato storico, ma gli oppositori non sono pochi. Tutto il documento finale è stato approvato con la maggioranza qualificata. Dopo tre settimane di dibattito, i 270 padri sinodali hanno deciso di fare una svolta insperata fino alla vigilia dell’apertura dei lavori. Sui divorziati risposati il passaggio chiave, approvato con 178 placet e 80 non placet (il più alto numero di voti contrari registrato nelle votazioni) recita: “Perciò, pur sostenendo una norma generale, è necessario riconoscere che la responsabilità rispetto a determinate azioni o decisioni non è la medesima in tutti i casi. Il discernimento pastorale, pure tenendo conto della coscienza rettamente formata delle persone, deve farsi carico di queste situazioni. Anche le conseguenze degli atti compiuti non sono necessariamente le stesse in tutti i casi”. Un’apertura epocale che segna il passo della Chiesa di Francesco che, nel corso dei lavori, ha dovuto subire più volte “indebite pressioni mediatiche”, come ha spiegato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi.
Nelle ultime ore prima della votazione del documento conclusivo era stato il cardinale di Vienna Christoph Schonborn ad anticipare la decisione finale del Sinodo. Era prevedibile, invece, che sui gay ci sarebbe stata una freddezza anche nel linguaggio dopo il coming out di monsignor Krzysztof Charamsa, avvenuto non a caso alla vigilia del Sinodo per cercare di portare all’interno del dibattito in aula il “tema dell’amore omosessuale come amore familiare”. Ma per Bergoglio è stato molto importante il grande consenso con cui è riuscito a far approvare la Relatio finalis anche per la lettera che, all’inizio del Sinodo, gli era stata scritta da un gruppo di cardinali che criticavano la nuova metodologia dei lavori.

SUI GAY  nel documento finale si legge: “Nei confronti delle famiglie che vivono l’esperienza di avere al loro interno persone con tendenza omosessuale, la Chiesa ribadisce che ogni persona, indipendentemente dalla propria tendenza sessuale, vada rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione. Si riservi una specifica attenzione anche all’accompagnamento delle famiglie in cui vivono persone con tendenza omosessuale”. Sui matrimoni gay “non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia. Il Sinodo ritiene in ogni caso del tutto inaccettabile che le Chiese locali subiscano delle pressioni in questa materia e che gli organismi internazionali condizionino gli aiuti finanziari ai Paesi poveri all’introduzione di leggi che istituiscano il ‘matrimonio’ fra persone dello stesso sesso”.

IL SINODO CHIARISCE CHE"  I BATTEZZATI che sono DIVORZIATI  e RISPOSATI  civilmente DEVONO ESSERE PIù INTEGRATI NELLE COMUNITà CRISTIANE  nei diversi modi possibili, evitando ogni occasione di scandalo. La logica dell’integrazione è la chiave del loro accompagnamento pastorale, perché non soltanto sappiano che appartengono al corpo di Cristo che è la Chiesa, ma ne possano avere una gioiosa e feconda esperienza. Sono battezzati, sono fratelli e sorelle, lo Spirito Santo riversa in loro doni e carismi per il bene di tutti. La loro partecipazione può esprimersi in diversi servizi ecclesiali: occorre perciò discernere quali delle diverse forme di esclusione attualmente praticate in ambito liturgico, pastorale, educativo e istituzionale possano essere superate. Essi non solo non devono sentirsi scomunicati, ma possono vivere e maturare come membra vive della Chiesa, sentendola come una madre che li accoglie sempre, si prende cura di loro con affetto e li incoraggia nel cammino della vita e del Vangelo. Quest’integrazione è necessaria pure per la cura e l’educazione cristiana dei loro figli, che debbono essere considerati i più importanti. Per la comunità cristiana, prendersi cura di queste persone non è un indebolimento della propria fede e della testimonianza circa l’indissolubilità matrimoniale: anzi, la Chiesa esprime proprio in questa cura la sua carità”.

Per i divorziati risposati i padri sinodali sottolineano che “il percorso di accompagnamento e discernimento orienta questi fedeli alla presa di coscienza della loro situazione davanti a Dio. Il colloquio col sacerdote, in foro interno, concorre alla formazione di un giudizio corretto su ciò che ostacola la possibilità di una più piena partecipazione alla vita della Chiesa e sui passi che possono favorirla e farla crescere. Dato che nella stessa legge non c’è gradualità, questo discernimento non potrà mai prescindere dalle esigenze di verità e di carità del Vangelo proposte dalla Chiesa. Perché questo avvenga, vanno garantite le necessarie condizioni di umiltà, riservatezza, amore alla Chiesa e al suo insegnamento, nella ricerca sincera della volontà di Dio e nel desiderio di giungere ad una risposta più perfetta a essa”.

Twitter:@FrancescoGrana


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PS; Solo un mio pensiero al riguardo.
Papa Francesco è l'unico che ha saputo e sa comprendere fino in fondo il nostro animo con ogni sua sofferenza e neseccità interiore.
Credo che al riguardo le Unioci Omosessuali  e mi sembra qualche altro argomento  complesso e delicato NEL SUO  CUORE HA GIà ASSOLTO , poi  ovviamente e comprensibilmente deve attenersi  a certi canoni troppo complessi e intricati da poterli sbloccare  , e giustamente deve rimanere in alcuni confini, anche per rispetto alle altre Culture Religiose.!
E, comunque ha davvero aperto la Chiesa a tutti  gli animi come non era mai accatuto prima!
Noi sappiamo che è con coloro che ne hanno bisogno . e forse un giorno, come ha detto esprimendosi con le parole  "c'è ancora da attendere"  modificherà anche "Altro", verso il Popolo fedele e non !
Scusate   il mio espimermi personale .
Ciao :-)

giovedì 1 ottobre 2015

Papa Francesco Ogni Chiesa fiori per la Vergine Maria (Articolo modificato )

Papa Francesco,





di Zelda Caldwell
Avrete sicuramente notato che durante la sua visita negli Stati Uniti, ogni volta che il papa ha messo piede in una chiesa – prima di fare qualsiasi altra cosa – ha portato un mazzo o un vaso di fiori in una cappella dedicata alla Beata Vergine Maria.
Lo ha fatto in ogni singola chiesa in cui è entrato.
Da convertito, questo mi ha un po’ confuso. Non sono stato allevato nella tradizione di frequentare eventi annuali dedicati a maggio alla Madonna, che mi sono sempre sembrati estranei e diretti forse ai bambini. Capivo l’importanza di venerare Maria, ma lottavo con il concetto di offrire doni materiali a una sua rappresentazione artistica.
Domenica mattina, ultimo giorno della visita del papa negli Stati Uniti, dopo la Messa nella chiesa del mio quartiere a Washington, D.C., ho deciso di fare una visita a Maria. Avevo visto farlo in precedenza a delle donne anziane, soprattutto filippine, e sapevo dove andare. Mi sono inginocchiata davanti alla statua di Maria con in braccio il Bambino Gesù e l’ho osservata.
Mi aspettavo di non vedere altro che intonaco bianco, ma sono rimasta sgomenta nel vedere che guardava proprio me, con un’espressione materna e la mano libera aperta come se fosse un invito.
Ovvio! Queste immagini create da artisti intendono stupirci, e stimolare la nostra immaginazione perché possiamo contemplare adeguatamente Maria come nostra madre. Forse sono troppo propensa alla preghiera – i grandi musei del mondo sono pieni di guide di questo tipo. È per questo che sono state create, non solo per farci sentire acculturati. Ci ricordano che è nostra madre, e la madre di Gesù, e la risposta giusta è la reverenza. Che bravo figlio è papa Francesco a portarle dei fiori!
Ho deciso di parlare ad alcuni altri bravi figli e di scoprire cosa li spinge a portare dei fiori a Maria.
Margaret Rose Realy, oblata benedettina e autrice di A Garden of Visible Prayer, mi ha detto che offre fiori a Maria in segno di gratitudine: “I miei fiori a Maria sono un segno di gratitudine per il suo ruolo nella mia (nella nostra) salvezza. Sono anche offerti in gratitudine per i piccoli gesti di compassione di una madre – una cosa che non sono e che è mancata nella mia infanzia”.
“È madre dando piccole lezioni. Le mie suppliche per capire mi portano la sua grazia, e lei mi avvolge nelle braccia dell’amore e bacia gentilmente la mia fronte con speranza e incoraggiamento”, ha aggiunto.
Perché offrire fiori? “È il nostro simbolo di gratitudine, fiori del dono divino della natura. A volte ho bisogno dell’aspetto tattile e visivo per collegarmi a ciò che va oltre la mia umanità, oltre il nostro mondo. Offrire un dono terreno va al di là di parole e preghiere. È l’espressione di gratitudine di un figlio per una buona mamma, che vuole solo il meglio per la nostra anima”.
La religiosa è rimasta molto colpita dalla reverenza del papa. “Quando vedo Francesco fare questo nelle chiese e nei santuari del mondo, penso che stia onorando sua madre ovunque va”.
La blogger Joanne McPortland di Egregious Twaddle dice che mette dei fiori davanti a Maria a casa propria, “perché è Madre, perché sono cresciuta con i raduni di maggio e non avevo mai fiori da offrire, e quindi lo faccio ora”.
Pat Gohn, autore di Blessed, Beautiful and Bodacious: Celebrating the Gift of Catholic Womanhood, mi ha detto che ha una statua di Maria a casa propria, che ha portato da un pellegrinaggio a Fatima.
“Compro spesso fiori per casa, li metto in un semplice vaso davanti alla nostra statua di Maria come ringraziamento per le sue tante intercessioni per me e per i miei cari. È anche un piccolo gesto che dimostra il mio affetto per lei. Quando vedo dei fiori davanti alla sua immagine, mi ricordo del suo amore per me, e che quell’amore porta grande bellezza e speranza nella mia vita”, ha dichiarato.
Donare fiori le ricorda la maternità di Maria, ha detto. “Ricordo quando i miei figli erano piccoli e mi portavano manciate di fiori che crescevano nel nostro giardino. Accoglievo sempre questi gesti di amore con ammirazione e sorrisi. Sono ancora la figlia di Maria, e come San Giovanni cerco di prepararle una casa a casa mia (cfr. Gv 19, 27). Questo promemoria fisico – la statua e i fiori a casa mia – sono un simbolo della realtà spirituale del mio rapporto con Maria”.
Le omelie e i discorsi pronunciati da papa Francesco durante il suo soggiorno negli Stati Uniti offrono molto materiale per ulteriori riflessioni e ispirazione. Allo stesso modo, l’esempio di questo semplice e frequente omaggio a Maria, nostra Madre, mi lascia molto più ricca di quanto ero una settimana fa.

mercoledì 5 agosto 2015

Udienza di Papa Francesco, , nuove regole della Chiesa; i divorziati, non devovono essere scomunicati, ma parte della Chiesa

Papa Francesco: “I divorziati risposati non vengano trattati come scomunicati”

 Nell'udienza generale del mercoledì, Bergoglio anticipa i contenuti del suo intervento al Sinodo dei vescovi sulla famiglia che si svolgerà a ottobre. E sottolinea il dovere della Chiesa di discernere, ad esempio, chi ha subito e chi ha provocato la separazione  

“I divorziati risposati non sono affatto scomunicati e non vanno assolutamente trattati come tali: essi fanno sempre parte della Chiesa”. È stato chiarissimo Papa Francesco riprendendo le udienze generali del mercoledì dopo la pausa estiva. Nella catechesi numero 100 del suo pontificato, dedicata interamente ai divorziati risposati, Bergoglio ha quasi anticipato il suo intervento di apertura del Sinodo dei vescovi sulla famiglia che si terrà nell’ottobre 2015 e dal quale dovranno uscire soluzioni concrete per l’accesso ai sacramenti dei divorziati risposati. “La Chiesa – ha sottolineato il Papa – è chiamata a essere sempre la casa aperta del Padre. Niente porte chiuse. Tutti possono partecipare in qualche modo alla vita ecclesiale, tutti possono far parte della comunità”.

Bergoglio, pur sottolineando che “la Chiesa sa bene che una tale situazione contraddice il sacramento cristiano”, ha precisato che “il suo sguardo di maestra attinge sempre da un cuore di madre”. Per questo essa “sente il dovere, per amore della verità, di ben discernere le situazioni” come aveva evidenziato san Giovanni Paolo II “portando ad esempio la differenza tra chi ha subito la separazione rispetto a chi l’ha provocata”. Per Francesco “si deve fare questo discernimento”. Ma per Bergoglio bisogna guardare “anche questi nuovi legami con gli occhi dei figli piccoli perché così vediamo ancora di più l’urgenza di sviluppare nelle nostre comunità un’accoglienza reale verso le persone che vivono tali situazioni. Per questo è importante che lo stile della comunità, il suo linguaggio, i suoi atteggiamenti, siano sempre attenti alle persone, a partire dai piccoli. Loro sono quelli che soffrono di più queste situazioni”.

Per il Papa, infatti, “come potremmo raccomandare a questi genitori di fare di tutto per educare i figli alla vita cristiana, dando loro l’esempio di una fede convinta e praticata, se li tenessimo a distanza dalla vita della comunità? Come se fossero scomunicati. Si deve fare in modo di non aggiungere altri pesi oltre a quelli che i figli, in queste situazioni, già si trovano a dover portare”. Francesco ha sottolineato anche che negli ultimi anni nella Chiesa è molto cresciuta “la consapevolezza che è necessaria una fraterna e attenta accoglienza, nell’amore e nella verità, verso i battezzati che hanno stabilito una nuova convivenza dopo il fallimento del matrimonio sacramentale”. Di qui “il ripetuto invito dei pastori a manifestare apertamente e coerentemente la disponibilità della comunità ad accoglierli e a incoraggiarli, perché vivano e sviluppino sempre più la loro appartenenza a Cristo e alla Chiesa con la preghiera, con l’ascolto della parola di Dio, con la frequenza alla liturgia, con l’educazione cristiana dei figli, con la carità e il servizio ai poveri, con l’impegno per la giustizia e la pace”.
Eppure proprio nell’ultimo Sinodo dei vescovi sulla famiglia che si è tenuto nell’ottobre 2014 la spaccatura si è verificata proprio sull’accesso ai sacramenti per i divorziati risposati e per il riconoscimento dei diritti per i gay. Una spaccatura che potrebbe replicarsi nel Sinodo dell’ottobre 2015. Nel documento base dell’assemblea, infatti, non c’è l’apertura alla comunione, ma solo a quella spirituale per i divorziati risposati che vivono in astinenza sessuale. Su questo aspetto il testo sinodale registra “un comune accordo sulla ipotesi di un itinerario di riconciliazione o via penitenziale, sotto l’autorità del vescovo”. Il suggerimento è di avviare “un percorso di presa di coscienza del fallimento e delle ferite da esso prodotte, con pentimento, verifica dell’eventuale nullità del matrimonio, impegno alla comunione spirituale e decisione di vivere in continenza”.
Minoritaria appare, invece, la strada di una “via penitenziale” vista come “un processo di chiarificazione e di nuovo orientamento, dopo il fallimento vissuto, accompagnato da un presbitero a ciò deputato. Questo processo dovrebbe condurre l’interessato a un giudizio onesto sulla propria condizione, in cui anche lo stesso presbitero possa maturare una sua valutazione per poter far uso della potestà di legare e di sciogliere in modo adeguato alla situazione”.
Twitter: @FrancescoGrana