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lunedì 1 ottobre 2018
domenica 30 aprile 2017
giovedì 30 giugno 2016
mercoledì 4 maggio 2016
lunedì 2 maggio 2016
giovedì 21 aprile 2016
domenica 27 marzo 2016
giovedì 24 marzo 2016
venerdì 5 febbraio 2016
Le Spoglie di San Padre Pio e san Leopoldo a roma San Pietro dal 5 Febbraio per chi desidera vederle e Pregare
Le spoglie dei due 'Santi della Misericordia' sono giunte a Roma mercoledì scorso e sono state esposte nella parrocchia di San Salvatore in Lauro. Proprio quando è terminata l'ostensione delle reliquie - in concomitanza con l'inizio della messa -, in tantissimi, che attendevano lungo via dei Coronari il proprio turno per l'ingresso, soni rimasti bloccati al varco. Molte le proteste e, a causa della folla, anche qualche lieve malore. Proprio approfittando di una transenna spostata per lasciare passare una donna che si era sentita male, alcuni fedeli sono riusciti a superare il blocco e ad avvicinarsi alla Chiesa seguendo la messa che si celebra all'aperto, sul sagrato.

Per gli altri l'attesa è durata oltre due ore tra canti religiosi e recite del rosario. Diversi i gruppi di preghiera di San Pio sono giunti da diverse regioni di Italia come Puglia e Sardegna. Tra i pellegrini anche numerosi gruppi giunti da Spagna e Polonia.
Ma i pellegrini hanno portato il loro omaggio ai due santi anche nel corso della notte. La chiesa - spiega l'organizzazione - è rimasta aperta sempre e il flusso di pellegrini, seppur ridotto rispetto a quello delle ore diurne, non è mai cessato.
Numerose le forze dell'ordine presenti per i controlli assieme a volontari di protezione civile e croce rossa.
Domani alle 10 in piazza San Pietro, Papa Francesco concederà un'udienza speciale agli aderenti dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio e ai dipendenti della Casa Sollievo della Sofferenza. Dal 7 al 9 febbraio le reliquie di Padre Pio e di San Leopoldo sono esposte nella Basilica di San Pietro per la venerazione dei fedeli. Infine il 10 febbraio, che coincide con il mercoledì delle Ceneri, sempre in San Pietro, si tiene alle 17 una solenne liturgia nella quale il Papa conferisce il mandato ai mille Missionari della Misericordia, sacerdoti indicati dai vescovi per una rinnovata e intensa pastorale delle confessioni durante il Giubileo. L'11 febbraio alle 7.30 monsignor Fisichella presiede la celebrazione eucaristica prima della partenza delle reliquie verso le sedi di provenienza.
Padre Pio, folla e striscioni su autostrade: il racconto del viaggio verso Roma
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mercoledì 3 febbraio 2016
sabato 26 dicembre 2015
Buon Santo Stefano
BUON SANTO STEFANO
Il 26 dicembre il calendario della Chiesa celebra la memoria di Santo Stefano, secondo la tradizione il primo martire cristiano venerato sia dai cristiani d’Oriente che da quelli d’Occidente. Per conoscere più da vicino questa esemplare figura di Santo, pubblichiamo il contributo proposto nelle sue pagine web dal sito www.aleteia.org.
Venerato come santo dalla Chiesa cattolica e ortodossa, Stefano è celebrato il 26 dicembre. Primo diacono addetto al servizio dei poveri e dei bisognosi e primo martire della storia, è un vero e autentico modello di santità che ci parla di Gesù e del suo mistero pasquale con intima e profonda convinzione. Invocato contro emicranie e malattie alla testa, tutto ciò che sappiamo di Stefano è tratto dal Nuovo Testamento. Purtroppo le sue origini restano molto problematiche e se ne ignora la provenienza. Il libro degli Atti degli Apostoli (capitoli 6 e 7), dà molto rilievo al martirio, ma non ne indica in nessun modo la data che, in ogni caso, è precedente alla conversione di San Paolo, testimone della lapidazione. D’altronde in quel tempo Gerusalemme è un crocevia di tante popolazioni, con lingue, costumi e religioni diverse. Se da un alto si suppone che sia greco poiché il suo nome significa “coronato”, dall’altro, s’ipotizza che sia un ebreo educato nella cultura ellenistica. Di sicuro, però, è uno dei primi giudei a diventare cristiano al seguito degli apostoli e, data la sua cultura e saggezza, attira attorno a sé tantissima gente, che lo stima e lo ammira. Quello che si afferma di lui con certezza è che la sua persona gode di una buona reputazione, fede e sapienza.
Al servizio dei poveri
La sua figura ci riporta agli albori del cristianesimo. La Chiesa, dopo la Pentecoste è in piena espansione. La comunità cristiana cresce di numero e spinge non solo a un impegno continuo e assiduo in opere di predicazione e di carità ma, soprattuto induce a una nuova organizzazione e distribuzione di compiti. Stefano s’inserisce in questo contesto caratterizzato dalle lamentele dei cristiani di origine ellenica che circolavano all’interno della comunità. I primi sintomi del malcontento si riferiscono alla distribuzione quotidiana del cibo tra i cristiani. Gli apostoli istituiscono subito per questo servizio il ministero dei diaconi. Tra i prescelti c’è Stefano, il più importante dei sette uomini proposti al servizio delle mense, la cui azione si estende anche alla predicazione. Nominato per primo, pieno di grazia e di fortezza, conquista le persone e parla con una sapienza irresistibile. Opera prodigi e segni grandi fra il popolo. Intelligente e capace, non si limita al lavoro amministrativo, ma predica soprattutto tra gli ebrei della diaspora, come i Cirenei, gli Alessandrini e altri della Cilicia e dell’Asia, che passano per la Città Santa e che egli guadagna numerosi alla fede in Gesù Cristo.
Verso il martirio
Stefano svolge l’apostolato con calore e passione. Ma la novità che porta, purtroppo suscita discussioni animate e reazioni contrastanti nelle sinagoghe. La sua è una vera rivoluzione d’amore che scompiglia le idee tradizionali sulla legge mosaica e sul valore attribuito al tempio di Gerusalemme. Accusato di bestemmia contro Mosé e contro Dio, è arrestato e condotto davanti al Sinedrio. Oratore ispirato e discepolo fedele, contempla la gloria del Risorto, ne proclama la divinità con un lungo e appassionato discorso davanti ai membri del consiglio, gli affida il suo spirito e perdona i suoi uccisori. E’ troppo, però, per chi ascolta, Stefano pronuncia parole forti e potenti che testimoniano, a costo della vita, la fede in Cristo e, proprio per questo, si celebra subito dopo la nascita di Gesù già a partire dal IV secolo. Martire esemplare, affronta con la forza della carità il supplizio e la lapidazione, e con gli stessi gesti e sentimenti di Gesù si affida al Padre nella preghiera e si abbandona fra il grandinare delle pietre, coperto di sangue.
L’espansione del Vangelo
Il martirio di Stefano segna il distacco evidente tra la Chiesa e la Sinagoga. Il suo sacrificio apre la strada a una massiccia persecuzione di cristiani, che emigrano verso altre città della Palestina e dei paesi circostanti. La loro fede è forte e la portano ad altri ebrei e ai pagani che sempre più numerosi aderiscono. Comunica adesso un fase nuova: il viaggio del Vangelo in direzione del mondo, dove il cristiano non si lega al tempio e al culto, ma muove da una gratuita iniziativa divina. La Chiesa, sempre più inserita nel mondo greco-romano, inizia così quell’opera straordinaria d’inculturazione del Vangelo, che sta alla base della nostra cultura
AUGURI A TUTTI GLI STEFANO :-)
Il 26 dicembre il calendario della Chiesa celebra la memoria di Santo Stefano, secondo la tradizione il primo martire cristiano venerato sia dai cristiani d’Oriente che da quelli d’Occidente. Per conoscere più da vicino questa esemplare figura di Santo, pubblichiamo il contributo proposto nelle sue pagine web dal sito www.aleteia.org.
Venerato come santo dalla Chiesa cattolica e ortodossa, Stefano è celebrato il 26 dicembre. Primo diacono addetto al servizio dei poveri e dei bisognosi e primo martire della storia, è un vero e autentico modello di santità che ci parla di Gesù e del suo mistero pasquale con intima e profonda convinzione. Invocato contro emicranie e malattie alla testa, tutto ciò che sappiamo di Stefano è tratto dal Nuovo Testamento. Purtroppo le sue origini restano molto problematiche e se ne ignora la provenienza. Il libro degli Atti degli Apostoli (capitoli 6 e 7), dà molto rilievo al martirio, ma non ne indica in nessun modo la data che, in ogni caso, è precedente alla conversione di San Paolo, testimone della lapidazione. D’altronde in quel tempo Gerusalemme è un crocevia di tante popolazioni, con lingue, costumi e religioni diverse. Se da un alto si suppone che sia greco poiché il suo nome significa “coronato”, dall’altro, s’ipotizza che sia un ebreo educato nella cultura ellenistica. Di sicuro, però, è uno dei primi giudei a diventare cristiano al seguito degli apostoli e, data la sua cultura e saggezza, attira attorno a sé tantissima gente, che lo stima e lo ammira. Quello che si afferma di lui con certezza è che la sua persona gode di una buona reputazione, fede e sapienza.
Al servizio dei poveri
La sua figura ci riporta agli albori del cristianesimo. La Chiesa, dopo la Pentecoste è in piena espansione. La comunità cristiana cresce di numero e spinge non solo a un impegno continuo e assiduo in opere di predicazione e di carità ma, soprattuto induce a una nuova organizzazione e distribuzione di compiti. Stefano s’inserisce in questo contesto caratterizzato dalle lamentele dei cristiani di origine ellenica che circolavano all’interno della comunità. I primi sintomi del malcontento si riferiscono alla distribuzione quotidiana del cibo tra i cristiani. Gli apostoli istituiscono subito per questo servizio il ministero dei diaconi. Tra i prescelti c’è Stefano, il più importante dei sette uomini proposti al servizio delle mense, la cui azione si estende anche alla predicazione. Nominato per primo, pieno di grazia e di fortezza, conquista le persone e parla con una sapienza irresistibile. Opera prodigi e segni grandi fra il popolo. Intelligente e capace, non si limita al lavoro amministrativo, ma predica soprattutto tra gli ebrei della diaspora, come i Cirenei, gli Alessandrini e altri della Cilicia e dell’Asia, che passano per la Città Santa e che egli guadagna numerosi alla fede in Gesù Cristo.
Verso il martirio
Stefano svolge l’apostolato con calore e passione. Ma la novità che porta, purtroppo suscita discussioni animate e reazioni contrastanti nelle sinagoghe. La sua è una vera rivoluzione d’amore che scompiglia le idee tradizionali sulla legge mosaica e sul valore attribuito al tempio di Gerusalemme. Accusato di bestemmia contro Mosé e contro Dio, è arrestato e condotto davanti al Sinedrio. Oratore ispirato e discepolo fedele, contempla la gloria del Risorto, ne proclama la divinità con un lungo e appassionato discorso davanti ai membri del consiglio, gli affida il suo spirito e perdona i suoi uccisori. E’ troppo, però, per chi ascolta, Stefano pronuncia parole forti e potenti che testimoniano, a costo della vita, la fede in Cristo e, proprio per questo, si celebra subito dopo la nascita di Gesù già a partire dal IV secolo. Martire esemplare, affronta con la forza della carità il supplizio e la lapidazione, e con gli stessi gesti e sentimenti di Gesù si affida al Padre nella preghiera e si abbandona fra il grandinare delle pietre, coperto di sangue.
L’espansione del Vangelo
Il martirio di Stefano segna il distacco evidente tra la Chiesa e la Sinagoga. Il suo sacrificio apre la strada a una massiccia persecuzione di cristiani, che emigrano verso altre città della Palestina e dei paesi circostanti. La loro fede è forte e la portano ad altri ebrei e ai pagani che sempre più numerosi aderiscono. Comunica adesso un fase nuova: il viaggio del Vangelo in direzione del mondo, dove il cristiano non si lega al tempio e al culto, ma muove da una gratuita iniziativa divina. La Chiesa, sempre più inserita nel mondo greco-romano, inizia così quell’opera straordinaria d’inculturazione del Vangelo, che sta alla base della nostra cultura
AUGURI A TUTTI GLI STEFANO :-)
domenica 20 dicembre 2015
giovedì 15 ottobre 2015
lunedì 30 marzo 2015
venerdì 26 dicembre 2014
Buon Santo Stefano
Santo Stefano, è denominato Protomartire (Primo Martire) perchè è stato il primo Cristiano ad essere ucciso per testimoniare la propria fede in Cristo e per la diffusione del Vangelo.Il giovane Stefano apparteneva alla prima Comunità Cristiana, sorta dopo la morte di Gesù, che applicava integralmente la “carità fraterna”, infatti i suoi appartenenti mettevano i loro beni in comune con gli altri e ad ognuno veniva distribuito equamente quanto bastava per loro sostentamento.
Quando la comunità crebbe, gli Apostoli nominarono sette “ministri della carità” chiamati Diaconi ai quali affidarono il servizi di assistenza giornaliera e Stefano fu il primo dei sette diaconi scelti dagli apostoli perché li aiutassero nel ministero sacerdotale.
Tra questi spiccava il giovane Stefano che, oltre ad occuparsi dell’amministrazione dei beni comuni, si prodigava nella propagazione della fede predicando e parlando ai suoi concittadini.
Naturalmente come prima di lui Gesù si fece molti nemici, in modo particolare fra i Sacerdoti del Tempio di Gerusalemme.
Storia di Santo StefanoIl luogo del martirio di Stefano a Gerusalemme è tradizionalmente collocato poco fuori della Porta di Damasco, a nord, dove ora sorge appunto la chiesa di Saint-Étienne accanto alla nota École Biblique dei Domenicani.
Dagli Atti degli Apostoli risulta che alla morte di Stefano, intorno al 36 d.C.,, fu seguita da una persecuzione locale contro i discepoli di Gesù, la prima verificatasi nella storia della Chiesa che spinse il gruppo dei cristiani giudeo-ellenisti a fuggire da Gerusalemme e a disperdersi.
Cacciati da Gerusalemme, essi si trasformarono in missionari itineranti: «Quelli che erano stati dispersi andavano per il paese e diffondevano la Parola di Dio» (At 8,4).
La persecuzione e la conseguente dispersione diventano Missione ed il Vangelo si propagò nella Samaria, nella Fenicia e nella Siria fino alla grande città di Antiochia, dove secondo l’evangelista Luca, fu annunciato per la prima volta anche ai pagani (cfr At 11,19-20) e dove pure risuonò per la prima volta il nome di «cristiani» (At 11,26).
Da allora il 26 Dicembre, giorno dopo Natale, divenne la Festa del Primo Martire, prima fra i “Comites Christi” coloro i quali erano stati più vicini alla manifestazione di Cristo risorto e ne resero testimonianza, e poi fra tutti i Cristiani. perchè per primi ne resero testimonianza.
Il martirio di Stefano descritto dagli Atti degli Apostoli risulta che fra coloro che assistettero alla lapidazione vi era Paolo di Tarso (Saulo) prima della conversione.
Saulo, il futuro San Paolo, testimone della lapidazione, ne raccoglierà l’eredità spirituale diventando Apostolo delle genti.
Ci sono molte storie circa il ritrovamento delle reliquie di Santo Stefano e sembra che intorno al 400 con il ritrovamento dei resti del Santo, la devozione per il Primo Martire è diventa molto viva e si è diffusa fino ai giorni nostri.
venerdì 30 maggio 2014
domenica 27 aprile 2014
OGGI 27 APRILE 2014 NOSTRO PAPA FRANCESCO SANTIFICA PAPA RONCALLI E PAPA WOIJTYLA DA OGGI SANTI
OGGI 27 APRILE 2014 A ROMA, PAPA FRANCESCO DONA BEATIFICAZIONE DEI DUE PAPI PIù AMATI
PAPA GIOVANNI XXIII E PAPA GIOVANNI PAOLO II
CAPACI DI AVER FATTO MIRACOLI AL QUANTO DIMOSTRATI !
- LA CANONIZZAZIONE , UN EVENTO UNICO NELLA STORIA DELL'UMANITA' E NOI CI SIAMO , ABBIAMO TUTTI LA GIOIA DI ESSERE PRESENTI CON LO SPIRITO PRIMA DI TUTTO, CON IL CUORE, CON LA NOSTRA PERSONA DA CASA O ATTRAVERSO TV INTERNET ECC MA CON UNA SPECIALE ED UNICA BELLISSIMA E FORTE EMOZIONE DI QUESTO STRAORDINARIO EVENTO
GRAZIE PAPA FRANCESCO SEI UNICO ! che Dio ti Benedica
A chi per Fede, chi per curiosità chi in cerca di spiritualità buon giorno di caninizzazione a tutti <3<3<3 :-)
Che Dio li Benedica e protegga sempre AMEN!
PAPA GIOVANNI XXIII E PAPA GIOVANNI PAOLO II
CAPACI DI AVER FATTO MIRACOLI AL QUANTO DIMOSTRATI !
- LA CANONIZZAZIONE , UN EVENTO UNICO NELLA STORIA DELL'UMANITA' E NOI CI SIAMO , ABBIAMO TUTTI LA GIOIA DI ESSERE PRESENTI CON LO SPIRITO PRIMA DI TUTTO, CON IL CUORE, CON LA NOSTRA PERSONA DA CASA O ATTRAVERSO TV INTERNET ECC MA CON UNA SPECIALE ED UNICA BELLISSIMA E FORTE EMOZIONE DI QUESTO STRAORDINARIO EVENTO
GRAZIE PAPA FRANCESCO SEI UNICO ! che Dio ti Benedica
A chi per Fede, chi per curiosità chi in cerca di spiritualità buon giorno di caninizzazione a tutti <3<3<3 :-)
Che Dio li Benedica e protegga sempre AMEN!
aNNA
lunedì 21 aprile 2014
venerdì 18 aprile 2014
Ecco cosa succede il venerdì Santo
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La via Crucis, che cos’è? In molti sicuramente conoscono cosa si ricorda e celebra il Venerdì prima di Pasqua, il Venerdì Santo. Con questo rito la Chiesa cattolica racconta le ultime ore della vita di Gesù Cristo.
Durante tutta la rappresentazione vengono raccontati i momenti di queste ultime ore dal tradimento per trenta denari di Giuda fino alla crocifissione del Cristo. La via Crucis, nella sua rappresentazione, comprende i due chilometri che dividono il centro di Gerusalemme alla cima del Golgota, il monte su cui viene crocifisso Gesù.
Durante questa ascesa al monte il Cristo dovette portare sulle sue spalle la croce tra gli insulti, gli sputi e le violenze dei soldati romani e dei presenti.
Papa Giovanni Paolo II ha introdotto uno schema secondo cui le “stazioni” della via Crucis sono quattordici, ma spesso accade, in Italia come nel resto del Mondo, di avere una quindicesima stazione la sepoltura di Gesù. Nello schema previsto dal pontefice polacco le stazioni sono le seguenti:
1 – Gesù nell’orto degli ulivi, da Marco 14,32-36
32 Giunsero intanto a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego». 33 Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. 34 Gesù disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate». 35 Poi, andato un po’ innanzi, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell’ora. 36 E diceva: «Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu»
2 – Gesù, tradito da Giuda, è arrestato, da Marco 14,45-46
45 Allora gli si accostò dicendo: «Rabbì» e lo baciò. 46 Essi gli misero addosso le mani e lo arrestarono.
3 – Gesù è condannato dal sinedrio, da Marco 14,55.60-64
60 Allora il sommo sacerdote, levatosi in mezzo all’assemblea, interrogò Gesù dicendo: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». 61 Ma egli taceva e non rispondeva nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: «Sei tu il Cristo, il Figlio di Dio benedetto?». 62 Gesù rispose: «Io lo sono!
E vedrete il Figlio dell’uomo
seduto alla destra della Potenza
e venire con le nubi del cielo».
63 Allora il sommo sacerdote, stracciandosi le vesti, disse: «Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? 64 Avete udito la bestemmia; che ve ne pare?». Tutti sentenziarono che era reo di morte.
4 – Gesù è rinnegato da Pietro, da Marco 14,66-72
66 Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una serva del sommo sacerdote 67 e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo fissò e gli disse: «Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù». 68 Ma egli negò: «Non so e non capisco quello che vuoi dire». Uscì quindi fuori del cortile e il gallo cantò. 69 E la serva, vedendolo, ricominciò a dire ai presenti: «Costui è di quelli». 70 Ma egli negò di nuovo. Dopo un poco i presenti dissero di nuovo a Pietro: «Tu sei certo di quelli, perché sei Galileo». 71 Ma egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quell’uomo che voi dite». 72 Per la seconda volta un gallo cantò. Allora Pietro si ricordò di quella parola che Gesù gli aveva detto: «Prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai per tre volte». E scoppiò in pianto.
5 – Gesù è giudicato da Pilato, da Marco 15,14-15
14 Ma Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?». Allora essi gridarono più forte: «Crocifiggilo!». 15 E Pilato, volendo dar soddisfazione alla moltitudine, rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.
6 – Gesù è flagellato e coronato di spine, da Marco 15,17-19
17 Lo rivestirono di porpora e, dopo aver intrecciato una corona di spine, gliela misero sul capo. 18 Cominciarono poi a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». 19 E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano a lui.
7 – Gesù è caricato della croce, da Marco 15,20
Dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.
8 – Gesù è aiutato dal Cireneo a portare la croce, da Marco 15,21
Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce.
9 – Gesù incontra le donne di Gerusalemme, da Luca 23,27-28
27 Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. 28 Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli.
10 – Gesù è crocifisso, da Marco 15,24
Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse quello che ciascuno dovesse prendere.
11 – Gesù promette il suo regno al buon ladrone, da Luca 23,39-42
39 Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!». 40 Ma l’altro lo rimproverava: «Neanche tu hai timore di Dio e sei dannato alla stessa pena? 41 Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male». 42 E aggiunse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno».
12 – Gesù in croce, la madre e il discepolo, da Giovanni 19,26-27
26 Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». 27 Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.
13 – Gesù muore sulla croce, da Marco 15,33-39
33 Venuto mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. 34 Alle tre Gesù gridò con voce forte: Eloì, Eloì, lemà sabactàni?, che significa: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? 35 Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: «Ecco, chiama Elia!». 36 Uno corse a inzuppare di aceto una spugna e, postala su una canna, gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a toglierlo dalla croce». 37 Ma Gesù, dando un forte grido, spirò. 38 Il velo del tempio si squarciò in due, dall’alto in basso. 39 Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse: «Veramente quest’uomo era Figlio di Dio!».
14 – Gesù è deposto nel sepolcro, da Marco 15,40-46
40 C’erano anche alcune donne, che stavano ad osservare da lontano, tra le quali Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome, 41 che lo seguivano e servivano quando era ancora in Galilea, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme.
42 Sopraggiunta ormai la sera, poiché era la Parascève, cioè la vigilia del sabato, 43 Giuseppe d’Arimatèa, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anche lui il regno di Dio, andò coraggiosamente da Pilato per chiedere il corpo di Gesù. 44 Pilato si meravigliò che fosse già morto e, chiamato il centurione, lo interrogò se fosse morto da tempo. 45 Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe. 46 Egli allora, comprato un lenzuolo, lo calò giù dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare un masso contro l’entrata del sepolcro.
16 aprile 2014
lunedì 31 marzo 2014
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